L'uomo che sussurrava alle Frisone

Intervista a Valter. Ecco cosa vuol dire essere allevatore oggi.

Nel mese degli allevatori FICO vuole farti conoscere meglio uno degli allevatori che ha scelto di prendersi cura quotidianamente degli animali di Fabbrica Italiana Contadina.

Lui è Valter Zamboni (proprio con la V, all’italiana!), allevatore e addetto alla gestione stalla del Gruppo Cooperativa Il Raccolto, a contatto con gli animali da quando è nato.

Cosa fai la mattina appena ti svegli?

Uscito di casa, la prima preoccupazione è di controllare che gli animali stiano bene. Prima di ricominciare i lavori quotidiani e stagionali, prima di dargli da mangiare e di pulirli. Semplicemente vedere ed accertarsi che stiano bene.

Qual è il momento più bello della giornata?

Lo stesso momento, nella parte opposta della giornata. La sera. Quando i lavori sono finiti, tutto è in ordine, e si rincasa con la certezza che gli animali sono in salute e al sicuro.

Perché sei diventato allevatore?

Sono nato con questa passione tramandata da generazioni. Prima di me, mio padre. Prima di lui, mio nonno. Mi piacciono gli animali, mi piace stare in mezzo a loro; vederli nascere, crescere, lavorare con loro. Mi piace l’unicità del rapporto che si crea con loro.
La passione più grande di tutte? Le vacche da latte: le Frisone! Sono nato con loro. Ho studiato per loro. Mi sono divertito e mi diverto con loro.

Perché proprio le Frisone?

Non so, è come il tifo di una squadra. Perché si tifa Bologna, Milan, o altra squadra? È una preferenza con cui si nasce. Nel mio allevamento di casa: solo ed esclusivamente Frisone. Magari bianche o rosse, ma sempre Frisone! La Moretta, la Bianchina… ognuna con un soprannome. Un po’ come degli amici di famiglia.

Qual è il segreto di un buon allevatore?

Nessun segreto. Solo tanta esperienza e grande passione.

Com’è cambiato il mestiere dell’allevatore negli anni?

Le dimensioni delle aziende soprattutto. Da aziende agricole di 10 animali siamo passati a dover gestire 100 o addirittura 1000 animali. Una grandezza che ha imposto di guardare l’allevamento con occhi diversi.
Poi il benessere animale, esponenziale negli allevamenti di ultima generazione. Se fino a 30 anni fa un animale era considerato un animale, oggi è, come dicevo prima, una persona di famiglia.

Perché sei a FICO?

Per indole. Se da un lato sono diventato ciò che la mia tradizione mi ha spinto, o anche solo suggerito di diventare, dall’altra ho sempre cercato nuove occasioni per le mie capacità.
FICO è il mio stimolo innovativo all’interno di un mestiere che faccio da sempre.

Sfatiamo un luogo comune: come stanno gli animali di FICO?

Gli animali di FICO stanno bene!