Idem con patate!

Fritte, al forno o dipinte. 5 buoni consigli per l’uso delle patate in cucina.
30 gennaio 2020

Oggi parliamo del tubero più generoso che ci sia in cucina. Quello che salva le più frequenti situazioni di digiuno domestico, come frigoriferi abbandonati e dispense dimenticate. 

Chi non ha almeno un sacchetto di patate nascosto in qualche angolo della casa? 

Ecco lei, la pata inca, la pianta erbacea che per raggiungere l’Italia a metà del ‘500, ha lasciato i campi della Colombia, attraversato il fiume Magdalena fino al Porto di Cartagena, approdando qualche anno prima in Spagna. Lei, coltivata nelle Ande già nel periodo precolombiano e oggi tra gli elementi più versatili delle tavole italiane e non solo.

In previsione delle Giornate delle patate che si terranno a FICO l’8 e il 9 febbraio, in collaborazione con il Bistrot della Patata di FICO, vediamo come meglio valorizzare e utilizzare questo jolly culinario.

Come non far germogliare le patate

Per non far germogliare le patate devi conservarle in un luogo fresco, tra i 6°C e i 10°C, e privo di luce. Se non hai una cantina, tieni le patate in cassette di legno o di cartone foderate con panni di cotone asciutti o con strati di cartone pulito. Anche i sacchetti di carta vanno bene.

La patata germogliata si può mangiare?

In presenza di luce e ossigeno nella patata si attiva la fotosintesi clorofilliana e la generazione di una nuova pianta a partire, appunto, dal germoglio. Insieme alla clorofilla nel tubero si sviluppano anche le solanine, glicoalcaloidi che la pianta stessa produce per difendersi da funghi e batteri. È la quantità di queste solanine, che il nostro corpo tollera fino a 3mg per kg, a determinare la commestibilità o meno della patata. Maggiore è l’invecchiamento del tubero, maggiore è la quantità di solanine presenti. La patata poco germogliata, dunque, si può mangiare solo se dall’aspetto ancora sodo e compatto e, ovviamente, dopo aver rimosso i germogli.
Con quelle inutilizzabili puoi giocare con i tuoi bambini. Più in basso trovi una gran bella idea!

Patatine fritte: le regole auree

Ecco un veloce vademecum sul prima, durante e dopo di una frittura di patate a regola d’arte.
Olio: Scegli un olio di alta qualità, i migliori sono quello di oliva, di arachidi e di girasole oltre alle miscele per la frittura.
Temperatura di frittura: Puoi iniziare a friggere da quando l’olio raggiunge una temperatura di 160-175°C. Tale temperatura va mantenuta per tutta la durata della frittura.
Rapporto alimento/olio: Non riempite mai il contenitore di frittura. Che sia padella o friggitrice il rapporto tra l’alimento e l’olio o il grasso di frittura non dovrebbe essere mai superiore a 1:10.
Durante la cottura: Scuotete il prodotto dopo 30 secondi.
La carta assorbente: A cottura finita asciugate le patatine su fogli di carta assorbente da cucina.
Salatura: Le patatine fritte vanno salate rigorosamente post cottura.
Non si frigge mai due volte: Il prodotto fritto non va mai rifritto.
Smaltire l’olio consapevolmente: Ricordati di smaltire l’olio esausto negli appositi contenitori.

Patate al forno: i segreti

Le più adatte. Le patate ideali per la cottura in forno sono quelle a pasta gialla o rossa.
Il taglio. Presta attenzione a tagliare le patate in pezzi della stessa dimensione per permettere poi una cottura omogenea.
Sbollenta! La croccantezza delle patate al forno si ottiene con il controllo della produzione dell’amido, e dunque sbollentandole strategicamente prima della messa in forno. Bastano 2 o 3 minuti.
La disposizione in teglia. Non sovrapporre le patate ma scegli una teglia grande abbastanza da poter contenere le patate una accanto all’altra.
Condimento. Sale grosso e le migliori spezie del tuo giardino, già a crudo sulla tua distesa di patate.
Cottura. Cuoci le patate in forno a 200° per 30 minuti. Rigirale e cuoci per altri 20 minuti.

Patate in cucina con i bambini: i timbri

Tra i mille usi della patata in cucina, il Bistrot della patata di Pizzoli, a FICO, ti consiglia anche questo: timbri con le patate! Un buon modo di riutilizzare le patate vecchie e troppo germogliate.

Occorrente:
•    1 patata cruda;
•    1 coltello;
•    1 matita;
•    1 cartoncino;
•    forbici;
•    Colori a tempera;

Disegna sul cartoncino una forma semplice per il tuo timbro, per esempio una stella o una lettera dell’alfabeto. Ritaglia la figura sul cartoncino con le forbici. Taglia a metà la patata e appoggia il cartoncino ritagliato su una delle due metà. Con attenzione, e l’aiuto di una persona adulta, intaglia la patata seguendo la forma del cartoncino. Otterrai così una figura in rilievo: il tuo timbro! Ora usa i colori a tempera come inchiostro per il tuo timbro e divertiti a creare le tue opere.