5 curiosità sulla Mozzarella di Bufala campana

Tutto quello che hai sempre voluto sapere sul formaggio fresco più famoso d’Italia

Mozzarella di Bufala campana: “Se cola il latte te la pigli, se no desisti”. Questa la famosa citazione di “Miseria e Nobiltà” per riconoscere la vera mozzarella di bufala. Ma esistono veramente dei criteri per essere certi di mangiare quella autentica che ha ottenuto il riconoscimento del marchio D.O.P. il 12 giugno 1996? In che territorio è prodotta? Quale la sua storia? È vero che si deve conservare fuori frigo?

Proprio nel periodo di massimo caldo e forte desiderio di pranzi freschi e leggeri, proviamo a fare un po’ di chiarezza con una piccola guida sulla Mozzarella di Bufala dop.

All’origine della Mozzarella di Bufala

Il nome deriva dall’atto della “mozzatura”, il tipico taglio manuale della pasta filata effettuato con indice e pollice. Pane e “mozza” era a quanto pare il pasto che già nel XII secolo i monaci del Monastero di san Lorenzo in Capua offrivano ai pellegrini. Ma è nel 1570 che il termine “mozzarella” appare per la prima volta in uno scritto culinario del cuoco papale Bartolomeo Scappi.

Per trovare le origini di questa particolare mozzarella, dobbiamo invece stabilire il periodo di introduzione dei bufali in Italia, che alcuni individuano intorno all’anno 1000, ad opera dei Re Normanni, ed altri sanciscono come razza autoctona italiana.

Mozzarella di bufala: l’ingrediente!

La "Mozzarella di bufala campana" è prodotta esclusivamente con latte di bufala intero fresco. Nient’altro!

Come si riconosce la vera mozzarella di bufala

Territorio

L’area DOP di produzione della Mozzarella di Bufala Campana comprende la regione Campania con le province di Caserta e Salerno, basso Lazio (Latina, Frosinone e Roma), Puglia (Foggia) e Molise (Venafro).

Colore

Bianco porcellanato, con una crosta sottilissima, e superficie liscia mai viscida né scagliata.

Profumo

Sembra strano ma la Mozzarella di bufala campana ha un caratteristico odore di muschio e latte crudo. Un lieve ricordo di fungo che unito alla freschezza del latte ti riporteranno al tipico territorio campano.

Sapore

Caratteristico e delicato. Un po’ più acido all’inizio ma pannoso nel ricordo che lascia in bocca.

Consistenza

Con la sua struttura a foglie sottili, la mozzarella di bufala è leggermente elastica nelle prime otto-dieci ore dopo la produzione ed il confezionamento, per poi divenire più fondente; senza difetti di occhiature. Al taglio deve colare un lieve siero biancastro, grasso, dal profumo di fermenti lattici.

Mozzarella di bufala: Come si conserva

Il freddo non giova alla tua mozzarella di Bufala. Meglio quindi conservarla a temperatura ambiente fino a 4/5 giorni. Se regge alle temperature estive del nostro Sud, non temere!

Una citazione per finire

“Penso sempre di più che la mozzarella sia qualcosa di unico. Non è un contorno, non è un primo, non è un secondo. È un piatto assoluto. Ad esempio se la mettiamo al centro con intorno il pomodoro, l’insalata, il basilico (bianco, rosso e verde) è la bandiera italiana e si merita il posto di piatto principale”. (Claudio Bisio)

Che mozzarella di bufala sia. Dop!

Se hai ancora qualche dubbio, non mancare alla disfida culinaria sulla Mozzarella di Bufala che si terrà mercoledì 8 agosto alle ore 12.30 presso il Teatro Arena di FICO ☞ https://www.eatalyworld.it/it/mozzarella-di-bufala-campana

[Per la foto si ringrazia il Caseificio Il Casolare di Alvignano].