Vieni a FICO e partecipa alla Festa della Paella e della Sangria

Il 12 e 13 settembre 2020 si terrà a FICO un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del piatto più conosciuto della gastronomia spagnola.
Un viaggio in collaborazione con Grandi Riso, il grande chef valenciano Ruìz Santos e Sangria Lolea.
Potrai gustare la paella di pesce o di carne nel Frutteto di FICO: sabato 12 settembre dalle ore 19 alle 23 e domenica 13 settembre dalle ore 12 alle 16.


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Paella – Il piatto Valenciano che unisce il mondo e supera le differenze

Non sono tanti i piatti che sono stati capaci di viaggiare oltre i confini dentro i quali sono nati per conquistare il resto del mondo. Noi italiani ci siamo un po’ abituati con pasta e pizza ormai “di casa” in tutto il globo. Poi chi altro? Ti diamo un indizio: Valencia! Ed ecco che tutti pensiamo: Paella!

In un momento in cui essere uniti è più importante che mai, abbiamo voluto investigare sulla storia della Paella, piatto che ha superato frontiere e conquistato paesi, seppur, inutile negarlo, le sue diverse interpretazioni differiranno sempre da quello che alicantinos, castellonenses e valencianos considerano la vera Paella.

 

Paella – Storia e passioni

La Paella nasce come piatto casalingo a Valencia, nel Parco Naturale dell’Albufera, in quella che è considerata la culla del riso. Come è arrivato poi alle cucine reali europee? Come ad essere il piatto favorito di un Presidente degli Stati Uniti d’America? Ora te lo raccontiamo.
 
  • 1238: Jaume I ordina per la prima volta di trasferire la coltivazione del riso dalla città di Valencia al quartiere di Ruzafa.
  • 1520: Il “Llibre de Coch” raccoglie le prime ricette scritte, solo due di queste riguardano il riso: Riso con brodo di carne, Riso in casseruola al forno.
  • 1761-1827: Francisco de Paula Martí y Mora (Un eminente studioso di Xàtiva) scrive il primo testo rilevante sull'uso e il consumo del riso a Valencia. Una documentazione fondamentale per sapere come si cucina il riso a Valencia, a differenza del resto del mondo. Qui sta la chiave del perché i Valenciani siano ancora oggi tanto esigenti quando si trovano davanti a un piatto di riso.
  • 1796-1858: Richard Ford, un viaggiatore inglese con curiosità culinarie, nel suo passaggio a Valencia descrive un riso come: "sol i separat". Nel frattempo i cronisti locali stanno già cominciando a menzionare il piatto e distinguere tra Paella e Paelleta.
  • 1862: Durante la celebrazione delle Esposizioni Universali la Paella o "Riso alla Valenciana" acquista una popolarità insolita. La Spagna partecipa con chef valenciani che offrono Paella fantastiche, realizzate con prodotti di lusso, con l'obiettivo di impressionare il pubblico.
  • 1885: Viene pubblicato il "Nuovo manuale pratico della cucina spagnola" dove sono già evidenti divergenze nella ricetta originale della Paella.
  • 1910: La Paella vive un incredibile momento di espansione. In questo periodo è un piatto à la carte servito al ristorante Delmónico, tra i più amati dal presidente Franklin D. Roosevelt.
  • 1936-1939: Durante la guerra civile spagnola sul lato ribelle c'era l'ordine di sparare ai soldati che stessero preparando una paella all'aperto nelle zone smilitarizzate, indipendentemente dalla fazione di appartenenza.  

Paella in compagnia. Il decalogo

Dopo la teoria, la pratica. Perché se anche noi italiani vogliamo avventurarci nella conoscenza di questo rito culinario, dobbiamo farlo bene. Ecco quindi il decalogo della paella condivisa
  1. La paella è come una scatola di formaggi in porzioni. Si procede dal bordo inclinato verso il centro, rispettando scrupolosamente il taglio del vicino.
  2. I commensali devono essere distribuiti intorno alla paella in modo equidistante e accessibile; meglio alternare i grandi mangiatori a persone con meno appetito.
  3. La paella si mangia con il cucchiaio. Se è di legno ben levigato, ancor meglio.
  4. L’aggiunta di qualche goccia di limone è un diritto, anche se poco accettato dai puristi. L'importante è avere l'approvazione dei vicini.
  5. Il pasto inizia dopo il riposo obbligatorio del riso, e la proclamazione tradizionale del patriarca.
  6. Se la paella è buona, è tradizione lodare il cuoco continuamente ogni due cucchiai, per tutto il pasto.
  7. Se un pezzo di carne esce dalla paella non può ritornarvi, in nessun caso e in nessuna forma.
  8. Appoggiare il cucchiaio sul bordo della padella significa abbandonare il campo. Il posto liberato è di competenza del più vicino.
  9. È di pessimo gusto girare la paella per accedere ad altri punti dove c'è ancora il riso.
  10. Il pasto finisce quando i commensali se ne vanno o non c'è più niente nella padella, segno indiscutibile della bontà della Paella. 

 


 

 

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